PROGRAMMA EQUILIBRI
Avola, 15 dicembre 2018

SAMUELA SCHILIRO’

Cantante chitarrista compositrice autrice.
Goriziana trapiantata a Milano e di recente a Catania. Nelle sue vene scorre sangue siciliano.
“Da dove vieni?” è una domanda che può provocarle una crisi di identità.
Manifesta fin da piccolissima una particolare attitudine alla musica e alla chitarra, organizzando piccoli show in casa davanti a un pubblico di parenti selezionati e appositamente invitati.
A undici anni si iscrive all’Istituto di Musica di Gorizia, in cui studia chitarra classica, teoria musicale e canto corale.
Dopo tre anni abbandona per cercare da sé le emozioni sulla sua sei corde e dedicarsi allo studio della chitarra moderna (folk ed elettrica). Di recente ha ripreso gli studi classici.
Seguono, quindi, le sue prime band, con cui si esibisce in veste di cantante e chitarrista e le sue prime composizioni che iniziano a distanziarsi dal territorio classico per sfociare poi nel suo recente rock d’autore.
Il 2010 la vede tra le quattro finaliste del Premio Janis Joplin, il 2011 come guest in diversi festival, tra cui il Lilith Festival, il Live on the Rock e il Nuvolari Libera Tribù e protagonista di un mini tour nei club per presentare in anteprima il suo lavoro, accompagnata sul palco dalla sua band.
Nello stesso anno un suo brano, “Reality”, viene inserito nella raccolta “Female do it better” edita da Dcave/M.E.I.
Demo Rai Radio 1 le dedica una puntata, trasmettendo in anteprima alcuni brani presenti nel suo primo disco e continuando a programmare in rotazione “Reality”.
Il 3 aprile 2012 esce per Viceversa Records/Dcave/Emi “Non sono”, il primo disco di Samuela Schilirò.
La sua cover “Domani è un altro giorno” viene giudicata tra i dieci rifacimenti migliori in Italia, da Life Gate Radio, che supporta il brano trasmettendolo.
Il videoclip de “Nel mio giardino”, secondo singolo estratto dall’album, entra nei finalisti del P.I.V.I. 2012.
“Non sono” riscuote numerosi successi sia tra la critica che tra il pubblico e tutto il 2012 e parte del 2013 vedono Samuela impegnata in un’intensa attività promozionale (show case in Feltrinelli, radio, Panorama unplugged ecc.) e live.
Il suo tour attraversa i club, le piazze e i festival di tutta la penisola, portando Samuela a esibirsi anche sullo stesso palco di Nada, Mario Venuti, Cristina Donà, 24 Grana, Amor Fou, Criminal Jockers, Nathalie, I Ministri.
Nel 2014 intraprende il “Non Sono SOLA Tour”, in cui Samuela porta in giro per l’Italia il proprio repertorio in chiave acustica, esibendosi da sola, accompagnata sul palco dalla sua fida chitarra e dal suo pedale stomp.
A causa di problemi personali, Samuela si vede costretta ad assentarsi dalle scene per quasi tre anni, periodo in cui comunque continua la sua attività di ricerca, studio e scrittura musicale.
Nel 2013 Samuela incontra Nica Midulla Le Pira, fondatrice della Waterbirds e madre del compianto Francesco Virlinzi, scopritore e produttore di molti artisti italiani, fra i quali Carmen Consoli, Mario Venuti e Flor de Mal.

Nica, innamoratasi del lavoro e del personaggio di Samuela, decide di produrre il suo
secondo album “C’è sempre un motivo”, che vede la produzione artistica della stessa cantautrice e la collaborazione di nomi di rilievo della discografia italiana: il maestro Denis Marino (Carmen Consoli, Nada, Luca Madonia e Toni Carbone dei Denovo, Gabriella Grasso, Malmaritate) in qualità di co-arrangiatore del disco, assieme a Samuela; Riccardo Parravicini (Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Marlene Kuntz) per il missaggio e Giovanni Versari (Muse, Irene Grandi, Fabi Silvestri Gazzè, Il Teatro degli Orrori) per il mastering. Considerevoli anche i musicisti che hanno partecipato, insieme a Samuela, alla realizzazione del disco in studio: Burhanuddin Herrmann, Michele Musarra, Giando Militello, Giusi JP Passalacqua, Toni Carbone, Peppe Civiletti, Gabriella Grasso, oltre al già citato Denis Marino.
Il risultato di questa assenza è “C’è sempre un motivo”, uscito il 25 marzo 2016 per Waterbirds/Believe Digital e anticipato dal singolo “Niente che non sia tutto”, in rotazione dal 15 gennaio 2016.
Nel 2016 Samuela è impegnata in un’intensa attività promozionale e soprattutto live, che la vede calcare i palchi di tutta Italia con il suo “C’è sempre un motivo TOUR”.
Nello stesso anno entra fra i settanta finalisti di “Area Sanremo 2016” e tra i dodici del “Premio De Andrè 2016”, all’interno della cui finale si esibisce il 1 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Nello stesso mese viene notata da Red Ronnie e invitata ad esibirsi negli studi durante la trasmissione “Optima Red Alert”.
Il 27 febbraio 2017 apre il concerto di Niccolò Fabi al Teatro Metropolitan di Catania e il 21 e 22 luglio i concerti di Sarah Jane Morris, rispettivamente al Cortile Platamone di Catania e al Teatro Estate di Noto (SR).
In attesa del prossimo lavoro in studio, Samuela continua la sua attività live.

“Riparto perché ho l’esigenza di comunicare nuove cose nuova linfa vitale una nuova me, con occhi orecchie e cuore diversi…come chi dopo tanti incontri di pugilato decide di continuare a battersi, ma senza guantoni e paradenti…solo con la forza della musica e delle parole… perché oggi posso affermare di essere…” (Samuela Schilirò)

ANTONIO DI MARTINO

Antonio Di Martino nato a Palermo nell’82 è un musicista e un autore di canzoni.
Fin dall’esordio nel 2010 con l’album “Cara maestra abbiamo” ha scelto “Dimartino” come nome della band di cui fanno parte anche Angelo Trabace al pianoforte e Giusto Correnti alla batteria.Del 2012 è “Sarebbe bello non lasciarsi mai ma abbandonarsi ogni tanto è utile”, per la critica fra le migliori uscite discografiche dell’anno. Nel 2013 esce soltanto in vinile l’ep “Non vengo più mamma”, un concept sulla morte dolce, accompagnato dalle tavole dell’artista Igor Scalisi Palminteri
. Nel 2015 pubblica “Un paese ci vuole”, concept album sul concetto di “paese”, liberamente ispirato a La luna e i falò di Cesare Pavese.
E’ del 2017 il suo primo romanzo dal titolo “Un mondo raro” in cui racconta la vita e l’incanto della cantante messicana Chavela Vargas, scritto insieme al cantautore Fabrizio Cammarata edito da “La nave di Teseo”. Insieme a Cammarata incide anche un disco che ha lo stesso titolo del romanzo, registrato a Città del Messico insieme a Juan Carlos Allende e Miguel Peña storici chitarristi della cantante messicana. Collabora come autore con numerosi interpreti italiani.

COLAPESCE

Lorenzo Urciullo (aka Colapesce) è uno dei talenti più fulgidi e liberi della nuova scena italiana.
Lo prova un percorso a prova di bomba fatto da tre album che hanno riscosso i favori di pubblico e critica (“Un meraviglioso declino”, “Egomostro” e l’ultimo “Infedele”, prodotto con IOSONOUNCANE e Mario Conte) che hanno reso Lorenzo un talento unico, capace di unire la forma canzone pop più pura con la sperimentazione, anche grazie ad arrangiamenti raffinati, semplici ma anche complessi e mai banali.
Dopo aver vinto il Premio Tenco del 2012 per la miglior opera prima con il suo album d’esordio, “Un meraviglioso declino”, Lorenzo Urciullo ha continuato a stupire grazie al suo immaginario sempre in bilico tra raffinata canzone d’autore, pop e sperimentazione.
Inquieto per definizione, non ama mai ripetersi: dopo “Egomostro”, nel 2015, ha scritto insieme ad Alessandro Baronciani la graphic novel “La distanza”, pubblicata da Bao Publishing.
Un successo su tutti i fronti a cui è seguito un tour di più di 50 date, molte delle quali sold out, in cui i brani del suo repertorio venivano eseguiti in forma acustica e accompagnati dalle illustrazioni in tempo reale proprio di Alessandro Baronciani.
Nel 2016 ha messo in piedi lo spettacolo, presentato in anteprima al Romaeuropa Festival, dedicato alla sonorizzazione delle immagini del regista Vittorio De Seta, il padre del documentarismo italiano. Per il teatro ha curato le musiche dello spettacolo: “Vita straordinaria ri Don Giuanni Grasso – Lu grandi atturi ca pattennu ri Catania furriau lu munnu” scritto da Marcello Cappelli e Lucia Sardo. Come produttore, tra le altre cose, ha lavorato all’album Antico del grande tamburellista Alfio Antico, vera leggenda della musica etnica italiana. Nel 2013 è stato citato dal popolare quotidiano inglese The Guardian come esempio di musica italiana da esportazione. In precedenza era finito su NME come uno dei migliori prodotti pop in lingua non anglofona di Europa.
Le Monde gli ha addirittura dedicato una pagina definendolo come il più credibile erede di Lucio Dalla e Franco Battiato e inserendo “Egomostro” tra i migliori dischi del 2015. Collabora regolarmente, in veste d’autore, con nomi noti del pop italiano.
Ha partecipato alla campagna di sensibilizzazione internazionale messa in piedi dalla Danish Cancer Society, con la canzone (composta per l’occasione) Aiuta un danese, diventata virale e dalle milioni di visualizzazioni su Facebook.
“Infedele”, l’ultimo disco pubblicato a ottobre 2017 sempre per 42 Records, ha raccolto ottimi consensi di critica e di pubblico, grazie anche a un tour che ha fatto registrare numerosi soldout e che si è fatto apprezzare per la sua natura di spettacolo differente da quella di un concerto normale. A ottobre del 2018, invece, a un anno di distanza da “Infedele” è stata pubblicata solo in digitale la raccolta di outtake e remix “Compendio infedele”, più o meno nello stesso periodo, Lorenzo è partito per un tour europeo accompagnato solo dalla sua chitarra. A gennaio 2019 andrà in scena lo spettacolo teatrale “Stanno tutti male”, scritto insieme a Riccardo Goretti e Stefano Cenci e che vedrà Colapesce debuttare anche in veste di attore.
Lo scrittore Francesco Pacifico, su IL de Il sole 24 ore, lo ha definito: “… una specie di David Byrne siciliano”. Lorenzo si è messo a ridere e non gli ha creduto.

MAURO ERMANNO GIOVANARDI

Cantautore raffinato e poliedrico, Mauro Ermanno Giovanardi si muove da 20 anni sulla scena musicale italiana come interprete, autore, performer e produttore discografico. Tra i creatori del movimento underground e indie in Italia, fonda nel 1993 i La Crus, band dirompente che cambia le regole della musica alternativa italiana con 7 album all’attivo fra gli anni novanta e duemila. Solista dal 2009, i suoi 5 lavori sono espressioni di ricerca di atmosfere sempre diverse eppure accomunate da un’impronta inconfondibile e sincera, libera di muoversi fra il rock, il beat, il soul e la tradizione cantautorale italiana.
Mauro Ermanno Giovanardi – al secolo Joe – è quattro volte Targa Tenco, come Miglior Opera Prima e Migliore Interprete per “La Crus” e “Crocevia”, album dei La Crus del 1995 e 2001, e come Miglior Interprete nel 2013 con “Maledetto Colui Che È Solo” e Migliore Album dell’anno nel 2015 con ‘Il Mio Stile”. Nel 2017 ha pubblicato per Warner Music “La Mia Generazione”, un concept album che celebra gli anni ’90 come una stagione musicale irripetibile: un elegante e passionale viaggio tra quei pezzi che hanno rivoluzionato la musica in Italia sul finire dello scorso millennio.
Gli esordi
Mauro Ermanno Giovanardi trascorre i primi 17 anni della sua vita a cavallo di una bicicletta, in un’adolescenza che procede ordinata, fra allenamenti e studio, fino ad un brusco stop che lo obbliga a scendere dalle due ruote e ad inciampare nella seduzione della musica. Vende la bici da corsa per comprarsi un basso e un amplificatore e con il suo amico Luigi Velati mette in piedi un gruppo nell’hinterland milanese: gli Unknown Scream. Presta poi la voce in due EP dei 2 + 2 = 5, gruppo art rock milanese, e nel 1986 fonda i Reptile Chime diventati quasi subito Sir Chime and the Lovers, con i quali pubblica diversi brani in antologie e raccolte.
Negli stessi anni, assieme ad un gruppo di amici fonda l’etichetta musicale indipendente Vox Pop, destinata a diventare un riferimento iconico della scena alternativa italiana del decennio successivo.
Nel 1988 è frontman per The Carnival of Fools insieme a Marco Magistrali. Il nome del gruppo è preso da una poesia di Patti Smith. La band pubblica prima un EP, partecipa al tributo italiano ai Joy Division Something about Joy Division e in seguito, con una nuova formazione, incide 2 album, ottenendo recensioni positive e un buon successo che consente alla band di affrontare un tour in Italia ed Europa e di fare da supporto nella data di Milano al tour Let Love In di Nick Cave. I Carnival of Fools si scioglieranno nel 1994. Negli stessi anni collabora anche con Beasts of Bourbon e Hugo Race.

La Crus
“Te dovresti sentire Luigi Tenco, ha un modo di cantare triste come il tuo”. Così Joe secondo la mamma della sua fidanzata dell’epoca: nei primi anni novanta Giovanardi si apre all’ascolto della canzone d’autore italiana più raffinata e si contamina di nuove curiosità artistiche che contribuiscono all’ideazione del progetto La Crus, la band fondata nel 1992 assieme ad Alex Cremonesi, a cui si aggiunge in breve Cesare Malfatti; abbandonano l’inglese per cantare in italiano, con l’intento di portare in Italia il suono industriale ed elettronico sapientemente mescolato agli stilemi musicali della nostra lingua.
Con il primo disco, “La Crus” (Wea 1995) la band si aggiudica riconoscimenti quali il Premio Ciampi, la Targa Tenco, la Targa Max Generation e miglior album di debutto per M&D.
I successivi “Dentro Me”(Wea 1997) e “Dietro la curva del cuore” (Wea 1999, Premio PIM della Critica) aprono al gruppo nuovi orizzonti: prima l’incontro con il mondo del teatro, percorso che porta a partecipare a numerosi Festival (tra cui MilanoOltre, la Maratona di Milano e Santarcangelo dei Teatri), poi le collaborazioni sfociate in suggestivi concerti con le più prestigiose orchestre italiane.
“Crocevia” (Wea 2001) e “Ogni cosa che vedo” (Wea 2003) vedono i La Crus al lavoro con alcuni tra grandi artisti italiani, come Patty Pravo, Samuele Bersani, Manuel Agnelli e Cristina Donà e li consacrano al centro della scena alternativa più elegante e ricercata del Paese.
Nel novembre 2005 esce il nuovo album dei La Crus “Infinite Possibilità”, sempre per Wea. La sfida perenne e la curiosità di spaziare tra le arti li porta a realizzare un progetto ambizioso con il MilanoFilmFestival (rassegna internazionale di cortometraggi). Le dieci nuove canzoni del disco vengono quindi impreziosite da altrettanti corti, selezionati dal vastissimo archivio del Festival e successivamente rimontati, rieditati e riadattati ognuno su ogni brano dal regista Francesco Frongia, realizzando così un’opera (CD + DVD) di rara trasversalità e fascino.
Nel febbraio del 2008 il gruppo pubblica l’album dal vivo “Io non credevo che questa sera”, 12 brani live registrati al Teatro Novelli di Rimini il 14 luglio 2005 con l’Orchestra da Camera delle Marche diretta da Daniele Di Gregorio.
L’annuncio dello scioglimento del gruppo viene celebrato in grande stile con un ultimo tour partito a pochi mesi dall’uscita dell’album. I La Crus, accompagnati dall’ottetto d’archi dell’Ensemble Musicamorfosi, salutano il proprio pubblico con due concerti a Roma all’Auditorium Parco della Musica e a Milano al Teatro degli Arcimboldi. I due eventi verranno impreziositi dalla presenza di una serie di artisti con cui in questi anni i La Crus hanno collaborato o condiviso i palchi: Carmen Consoli, Manuel Agnelli, Cristiano Godano, Nada, Syria, Pino Marino, Mario Venuti, Cristina Donà e Rachele Bastreghi.
Nell febbraio 2011 i La Crus partecipano, riuniti per un ultima volta, al Festival di Sanremo con il brano “Io Confesso” che riscuote uno straordinario successo nel pubblico e fra gli addetti ai lavori, portando atmosfere inedite sul palco dell’Ariston, anche grazie alla performance dalla voce del soprano Susanna Rigacci.
La carriera da solista
Nel 2009 Giovanardi inizia a lavorare al suo primo disco da solista che idealmente aveva nel cassetto da anni e che rappresenta l’essenza del suo sentire.
“Cuore a nudo” è un disco dalle atmosfere teatrali, pensato fin dall’inizio come uno spettacolo immaginario tra canzone, teatro e poesia dove le parole si rincorrono ora cantate ora recitate in un gioco sospeso tra finzione e realtà. Pubblicato da Radiofandango, contiene frammenti dell’universo culturale dell’artista –   da Shakespeare a Sanguineti, passando per  DeAndré, Fossati, Guerra e Jannacci – e reinterpretati in questo nuovo percorso musicale e drammaturgico.
Il lavoro successivo, “Ho Sognato Troppo L’altra Notte?” (2011) esce per Sony Music, e ha un sound con riferimenti al periodo di Mina, a Studio 1, ai gruppi Beat con l’orchestra come i Walker Brothers, alle grandi melodie degli anni 1960, alle chitarre western e al maestro Ennio Morricone. Roberto Vernetti e Leziero Rescigno sono i produttori di queste nuove canzoni, a Fabio Gurian vengono ti affidati gli arrangiamenti degli archi e dei fiati e a Marco Carusino tutti i bassi, le acustiche e le chitarre elettriche. L’album contiene anche il brano “Io Confesso”, reso celebre dalla partecipazione al 61° Festival di Sanremo.
Il 2013 lo vede protagonista con due dischi molto particolari: il primo accompagnato dal Sinfonico Honolulu, l’unica orchestra di ukulele italiana, per un progetto inedito dalla grande forza evocativa. “Maledetto Colui Che è Solo” è il titolo dell’album scelto per incorniciare questa avventura musicale presentato nei più importanti festival estivi. Con questo lavoro Giovanardi viene premiato, nella cornice sontuosa del Teatro Petruzzelli di Bari, con la Targa Tenco come migliore interprete.
Sempre nel 2013 presenta lo spettacolo CHELSEA HOTEL con Massimo Cotto e Matteo Curallo che ripercorrono in musica e racconti la storia del mitico hotel newyorkese, casa di tanti artisti maledetti del rock (Janis Joplin, Bob Dylan, Lou Reed, Leonard Cohen e tanti altri), della letteratura (Kerouac, Arthur Mille), del cinema (Milos Forman) e dell’arte (su tutti Andy Warhol).Il progetto, dopo una lunga serie di repliche in tutta Italia, diventa un libro-disco, prodotto da Produzioni Fuorivia e distribuito da Egea Music.
Dopo due anni di lavoro sulle nuove canzoni, nell’ aprile 2015 esce per Produzioni Fuorivia e distribuito da Egea Music, “Il Mio Stile”, titolo mutuato dall’unica cover presente nel disco, quel Tuo Stile di Leo Ferré.
Disincantato, sexy, soul, sincero e con tanto immaginario cinematografico coi colori della Nouvelle Vague e del cinema di Quentin Tarantino. Questi sono gli ingredienti principali di questa raccolta di versi e musica. Come in un film a episodi, Giovanardi insieme per la prima volta con gli amici Beppe Anastasi, Cheope Rapetti Mogol, Niccolò Agliardi e Gianmaria Testa si racconta e indaga nelle pieghe del quotidiano la ricerca dell’altro. Il Mio Stile vede Roberto Vernetti e Leziero Rescigno alla produzione artistica, Fabio Gurian agli arrangiamenti dei fiati e Marco Tagliola ai mix.
“Il mio stile” si aggiudica la Targa Tenco, massimo riconoscimento italiano per la musica d’autore, come miglior album dell’anno.
Sempre nel 2015 incide il singolo “L’Alba dei tram”, progetto musicale in collaborazione con Remo Anzovino e Giuliano Sangiorgi, per omaggiare uno dei più grandi intellettuali del Novecento italiano, Pier Paolo Pasolini. Il progetto coinvolgeartisti di fama internazionale: la prima viola de La Scala Danilo Rossi, l’Orchestra d’Archi Italiana, il direttore d’orchestra Stefano Nanni, il produttore giapponese Taketo Gohara, l’attore Lino Capolicchio e il fotografo Dino Pedriali.

Nel settembre 2017 Mauro Ermanno Giovanardi pubblica “La Mia Generazione”. ll disco racconta la scena musicale italiana degli anni ‘90 con featuring che spaziano da Manuel Agnelli a Rachele Bastreghi dei Baustelle, passando per Emidio  Clementi dei Massimo Volume e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz. Un pegno d’amore con cui l’artista vuole celebrare una stagione musicale irripetibile, quando sia l’industria discografica che il pubblico recepì il messaggio che l’idea di un rock cantato finalmente italiano, originale, libero da imitazioni di omologhe esperienze straniere, non era più un’eresia ma una realtà.

La produzione discografica

Nel 2016 Mauro Ermanno Giovanardi si riavvicina alla produzione discografica con Parola Cantata Dischi, il progetto con cui l’artista mette in gioco la propria esperienza, professionalità e passione a favore di artisti che meritano di essere ascoltati, al di là delle scelte di massa delle grandi major.
Parola Cantata Dischi è pensata come una collana editoriale, che prevede tre lavori all’anno, che escono a distanza di un mese l’uno dall’altro e vengono promossi insieme, per ottenere show case, presentazioni e performance più agili, coinvolgenti e dinamiche.
Uno schema che vuole dare forza all’idea dell’etichetta pensata come una Factory, dove collettivamente si propongono suggestioni e creatività e si lavora come in un cantiere sulle cose da fare.
L’etichetta ha pubblicato “Sottoponziopilato”, l’esordio del cantastorie lecchese MARTINELLI,  e “Mi do mi medio mi mento” di Lele Battista, ex cantante de La Sintesi, produttore, musicista e raffinato autore, al suo terzo disco solista.

Il teatro e la scrittura
Durante la sua carriera, Mauro Ermanno Giovanardi ha avviato un importante e proficuo connubio artistico con l’attore e regista teatrale Ferdinando Bruni. Tra i frutti di questa collaborazione “Tutti i giorni sono notti”, studio scenico sul tema amoroso, “Mentre le ombre si allungano”, appunti per voci, suoni e immagini, e il concerto-spettacolo “La costruzione di un amore”. Ferdinando Bruni compare anche tra le voci recitanti del film “Crocevia” (regia di Dimitri Statiris) che, in supporto cd-rom, è parte integrante dell’omonimo romanzo pubblicato dai La Crus nella collana Oscar Mondadori.
Nuovamente per Ferdinando Bruni e il Teatro dell’Elfo, insieme a Fabio Barovero, compone e cura la colonna sonora de “La Tempesta” di Shakespeare.
Nel 2004 inizia la collaborazione con l’associazione Musicamorfosi per lo spettacolo Chi E’ Wolfgang? ideato e scritto da Saul Beretta con la regia di Andrea Taddei. Nello spettacolo affronterà il duplice ruolo di cantante e attore. La musica diventerà il cd Bye Bye Mozart prodotto da Auditorium Edizioni.
Nel 2005 gli viene affidata la direzione artistica di Assalti al Cuore, Festival di Musica e Letteratura che ospita tra i tanti Edoardo Sanguineti, Vinicio Capossela, Stefano Benni, Nada, Aldo Nove
Nel 2010 l’Assessorato alla Cultura di Brugherio, affida a Giovanardi direzione artistica di un altro festival sulla canzone d’autore e anche questa volta, la prima edizione riscuote grande successo. Parola Cantata – happening delle Musiche d’Autore, raccoglie in 3 giorni migliaia di persone e per l’intero week -end il centro del comune alle porte di Milano, si trasforma in una vera cittadella della musica con incontri, spettacoli, concerti e performance con artisti come Nina Zilli, Nada, Violante Placido, Vinicio Capossela, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Eugenio Finardi, Ascanio Celestini, Mario Venuti e Davide Van De Sfroos.
Dal 2016 è Direttore artistico del Festival Equilibri ad Avola, un progetto che attraverso l’arte vuole difendere e promuovere il diritto alla pari dignità di chi è disabile. Durante il festival la città vive letteralmente insieme agli artisti in un rapporto intimo e diretto anche nelle performance live.